Praticamente tutti i porti del mondo registrano un tasso crescente di urti alle banchine o di collisioni fra navi all’ormeggio e navi in avvicinamento. Anche le acque territoriali e le rade dove spesso le navi danno fonda alle ancore in attesa di poter andare all’ormeggio in banchina sono aree a intensa incidentalità.
La sempre maggiore efficienza dei Vessel Traffic Systems non rappresenta ancora una garanzia sufficiente a incidere sul numero dei sinistri nelle cosiddette aree protette. Sempre più spesso si generano veri e propri problemi di convivenza fra differenti e difficilmente compatibili tipologie di naviglio e di imbarcazioni.
Se in Nord Europa i grandi porti-estuario si trovano con sempre maggiore frequenza a far fronte al rischio di incaglio su fondali sabbiosi delle grandi navi porta-container, le “bocche” o i canali di ingresso dei porti devono gestire contemporaneamente il traffico di navi veloci (come i traghetti), di grandi unità da crociera (nella stragrande maggioranza dei casi in grado di manovrare autonomamente), di gigantesche bulk carrier o di altrettanto grandi porta container, ma anche di mezzi da pesca, piccole unità da diporto, barche a vela e persino di imbarcazioni da canottaggio.
February 23, 2016
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