Secondo lo Safety and Shipping Review recentemente pubblicato da Allianz Global Corporate & Specially SE, nel 2015, a livello mondiale, gli incidenti nel trasporto marittimo (trasporto che rende possibile l’80% del commercio mondiale) hanno proseguito la tendenza al ribasso nel lungo periodo con 85 total loss (perdite totali della nave).
Sebbene il numero di perdite totali sia rimasto stabile, (solo tre in meno rispetto all’anno precedente), il 2015 è stato l’anno più sicuro nel trasporto marittimo dell’ultimo decennio. Dal 2006 le perdite sono diminuite del 45% grazie a migliori condizioni di sicurezza, alla massiccia immissione di tecnologie a bordo delle navi, una sempre maggiore attenzione ai problemi di safety, di salvaguardia della vita umana ma anche di difesa dell’ambiente. Si sono accentuate le differenze fra le diverse aree geografiche del mondo e quelle relative alla tipologia delle navi. L’Estremo Oriente vanta un record negativo: più di un quarto di tutte le perdite si sono verificate in Cina meridionale, Indocina, Indonesia e Filippine (22 navi), con un incremento rispetto all’anno precedente.
Gli analisti di Allianz hanno inoltre fatto squillare più di un campanello di allarme sui nuovi pericoli determinati ad esempio dal peso reale dei container (è recente l’introduzione in Italia della nuova Direttiva Solas sulla pesa dei containers) e quindi sul rischio-rottura per gli scafi delle navi giganti che stanno entrando in servizio con frequenze sempre più serrate in questi mesi.
Le navi porta-container di grandi dimensioni sono “osservati speciali” del mondo assicurativo anche per altri motivi. E’ cresciuto, come le statistiche confermano il rischio incaglio, sono cresciuti gli oneri derivanti dal salvage al punto che Allianz, ha individuato nella fase di avvicinamento alle banchine dei grandi porti nord europei, uno scenario di perdite totali che potrebbe raggiungere quota un miliardo di dollari.
Ma anche un terzo pericolo incombe sulla flotta mondiale e deriva paradossalmente da un comportamento “virtuoso”: l’adozione di combustibili a basso contenuto di zolfo. Secondo un rapporto della Federazione mondiale dei piloti, i motori che utilizzano questi combustibili perdono colpi nelle fasi più delicate della manovra. Molteplici i casi in cui si verificano veri e propri black out elettrici quando la nave è più vulnerabile, ovvero quando opera in spazi ristretti, quelli in cui vengono utilizzati i fuel leggeri. Sono in molti a chiedersi se questi fuel siano compatibili con i motori esistenti e se non sia giunto il momento di definire a livello internazionale nuovi standard ISO. Che il problema esista è confermato dai principali gruppi assicurativi marine che registrano una crescita rilevante nei machinery claims anche su navi modernissime e di recente costruzione.
February 22, 2016
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